L'Officina delle Idee di Larocca Massimiliano - ultimo aggiornamento: 27.02.2004

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Retrocomputing
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Caro navigatore telematico, questo sito è un diario di bordo e tu potresti non capire con quale spirito siano stati raccolti i contenuti o realizzati i progetti presenti nel sito. L'utente informatico di oggi spesso non è attratto neppure da ciò che c'era due anni fa, figuriamoci da oggetti che hanno un ventennio di ricordi sulle spalle. D'altro canto, come biasimarlo?
Ma io vivo il presente per quello che ho costruito nel mio passato. Eccomi qui, oggi. Venti anni fa avevo tredicici anni e, al cinema, avevo visto Wargames.


Se non avete mai utilizzato un computer con lo spirito pionieristico che caratterizzava tutti gli appassionati e i professionisti dei decenni passati, probabilmente non riuscite a capire la filosofia del retrocomputing.
In quegli anni ogni computer aveva una storia particolare, ogni macchina era un'avventura informatica: tutti potevano cimentarsi in esperimenti per potenziare i propri calcolatori domestici e scovarne i segreti non rivelati. Insomma, lo spirito che ci avvicinava ad un computer non č quello che oggi potrebbe aver un qualsiasi operatore, ma era denso di scoperte e sorprese: ognuno si sentiva come Indiana Jones.

Ancor prima, quando gli home computer non erano diffusi, gli operatori di mainframe si trovavano ogni giorno a sfidare i loro colossi per ottimizzare processi di calcolo troppo lenti che oggi si risolvono in millesimi di secondo. La sfida del tempo, quello di elaborazione, e quella dello spazio per immagazzinare i dati erano un continuo stimolo a migliorare i programmi e migliorare se stessi. Oggi c'č abbondanza di memoria e una gran quantitą di spazio su hard-disk che vent'anni fa sembrava irraggiungibile: eppure allora ogni cosa, ogni computer sembrava aver gią raggiunto i livelli pił alti. Chissą come sarebbero stati nel 2000, pensavamo tutti.
Con i computer di oggi, tutti anonimi e tutti uguali, non c'č pił quello spirito. O forse lo avvertiremo tra vent'anni. I primi ad entrare nelle nostre case godevano di vita propria: avevano un anima, creata probabilmente da noi stessi e alimentata da storie, sfide, confronti con i successori sempre criticati e avventure personali. E' tutto questo turbinio di emozioni che spinge gli appassionati di oggi a rincorrere le vecchie glorie, a ripulirle meticolosamente, a studiarne gli interni come un chirurgo esaltato, a resuscitarli e adorarli come sciamani drogati da quelle esperienze passate, impossibili da reprimere.

Tratto dal sito ComputerMuseum.it di Max Spillus




Wargames (1983)


 
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