Un gatto non è un piccolo uomo, né un cane, ma un essere vivente dotato di un comportamento molto particolare. Conoscerlo meglio significa già amarlo!
Se in casa è sornione e pantofolaio, quando è libero il gatto sembra un selvaggio senza redini.
I gattini nascono con lo spirito di esplorazione ereditato dai loro antenati. Non appena sono in grado di spostarsi, si avventurano in tutti gli angoli possibili. La loro curiosità, il loro desiderio di conoscere tutto, li spingono verso l'avventura e, talvolta, verso il pericolo.
Alcune di queste scappatelle sono prive di conseguenze, ma spettacolari. Innumerevoli squadre di pompieri sono intervenute più volte in favore ad esempio di un gattino appollaiato su un albero, incapace di tornare indietro.
Questi comportamenti dei cuccioli, del tutto innocenti ma al tempo stesso pericolosi, diminuiscono con la crescita e con l'esperienza. Poco a poco il gatto impara ad evitare i pericoli. È abbastanza intelligente da analizzare le situazioni pericolose e da adeguare il comportamento in modo da non mettere a rischio la propria vita. Per esempio un gatto che per curiosità o per distrazione ha posato la zampa su una piastra elettrica rovente (Dio sa se fa male!), non lo farà sicuramente una seconda volta!
I gatti, già da cuccioli, sono attirati dai piccoli e simpatici giochi con i quali trascorrono diverse ore di svago!
I giochi hanno una loro utilità: distolgono l'attenzione del micio da altre suppellettili di casa; sono di grande aiuto nella fase della dentizione, quando i piccoli hanno bisogno di rosicchiare; mantengono vispo un gatto che resta spesso solo; stimolano l'innato istinto cacciatore dei felini chiusi tra le mura domestiche.
Nell'acquisto dei giochi da regalare ai nostri mici occorre controllare sempre che: i materiali con cui sono costruiti i giochi non sono tossici, nessuna parte del gioco possa accidentalmente rompersi e causare ferite all'animale, nessun componente possa essere facilmente rimosso dalla foga dei gatti ed ingoiato, le cordicelle elastiche che rischiano di essere causa di strangolamento, devono poter dare al gatto la possibilità di liberarsi qualora rimanesse impigliato.
Di seguito sono riportati i giochini più diffusi e particolarmente indicati per tutti i mici.
Quando un gatto, fin da piccolo, prende l'abitudine di uscire, farà molta fatica a farne a meno una volta adulto. Dunque riflettete bene prima di dare al vostro micio l'abitudine di uscire, perché questo comporta fatalmente una serie di obblighi: aprire la porta al gatto affinché possa andare fuori, aprirgli nuovamente per farlo entrare, chiamarlo o addirittura uscire a cercarlo quando si attarda troppo all'aperto, calcolare gli orari dei suoi pasti in funzione delle sue scorribande, farlo vaccinare regolarmente contro le principali malattie feline, garantirgli tutte le cure del caso quando rientra malconcio da qualche brutto incontro, e cosi via.
La speranza di vita di un gatto con la possibilità di uscire è stimata in circa due anni (invece dei dodici-quindici anni di media di un gatto domestico che vive in appartamento). Malnutrizione, scontri, malattie, ferite, cattivi incontri, costituiscono altrettanti pericoli suscettibili di mettere prematuramente fine ai suoi giorni.
I principali rischi a cui sono esposti i gatti che escono di casa, o che vivono all'aperto, sono: quello di farsi schiacciare da un auto, di farsi impallinare dai cacciatori che confondono il gatto con la lepre, di incontrare sulla sua strada un cane feroce che, con un colpo di denti, spezza loro il collo o le reni, di perdersi malgrado i sensi molto sviluppati, e di infettarsi gravemente (particolarmente rischiosa è la FIP). Insomma, i pericoli sono tanti e un padrone attento e responsabile deve esserne consapevole prima di accordare il permesso di uscire al suo adorato compagno baffuto!
I vocalizi dei gatti sono numerosi e vari. I gatti urlano fin dai primi giorni di vita. Ciascuno ha il suo vero e proprio grido che viene identificato dalla madre. Essa infatti riconosce infallibilmente dalla voce quale dei suoi piccoli si è perso lontano dal nido.
Ma i primi miagolii veri e propri iniziano con la pubertà. Le “crisi d'amore” dei gatti in calore presentano dei miagolii più forti; questi versi verranno ripetuti incessantemente per ore, fino alla soddisfazione degli istinti sessuali o la fine del periodo di calore.
I vocalizzi più violenti si presentano ovviamente nei momenti di collera, durante i combattimenti o a causa di una paura intensa. Le minacce contro il nemico sono soprattutto dei soffi. Durante i combattimenti le grida si intensificano e possono avvicinarsi per suono o per intensità, all'abbaio di un cane.
La voce del gatto cambia nel tempo. È acuta e fragile nel gattino, diventa più forte, più grave e più potente nel maschio. Si differenzia anche tra gatto intero e castrato. Nell'animale anziano diviene meno sicura, più tremolante e debole.
Il periodo che segue la nascita può essere diviso in due parti: il primo mese è dedicato alla formazione dell'individuo, il secondo all'integrazione del micino nel mondo!
I cuccioli nascono sordi e ciechi. Non si reggono sulle zampe, ma strusciano sull'addome. Alla nascita dispongono di pochi riflessi essenziali alla vita: la suzione del latte e il massaggio delle mammelle con le zampe anteriori permettono di poppare; l'istinto a nascondersi e a ricercare il calore spingono i nuovi nati a stringersi contro la madre per conservare una temperatura sufficiente.
Nel corso dei primi giorni i cuccioli trascorrono gran parte del tempo a dormire.
A partire dal quinto giorno sono in grado di sollevarsi sulle zampine.
Al sesto giorno compare il riflesso a immobilizzarsi quando la gatta li prende per la collottola per trasportarli da un luogo all'altro (questo riflesso, in forma attenuata, persiste anche nell'adulto).
Aprono gli occhi verso i dieci giorni e la vista sarà completamente efficiente tra le tre e le quattro settimane di vita.
A partire dalla seconda settimana fanno grossi progressi: sono in grado di spostarsi da soli, cominciano a vedere e a percepire i primi rumori, spuntano i primi dentini.
Durante la terza settimana di vita i cuccioli si perfezionano: le unghie diventano retrattili e possono cominciare ad arrampicarsi. Cominciano ad essere in grado di alimentarsi da soli, anche se preferiscono succhiare il latte della madre!
Alla fine della quarta settimana, i giovani mici possiedono tutti gli attributi del gatto adulto. Possono spostarsi facilmente, vedono e sentono bene. Cominciano a pulirsi da soli e trascorrono meno tempo a dormire.
Durante il secondo mese i cuccioli osservano la madre: essa gioca con loro, attira la loro attenzione, porta loro delle piccole prede. I cuccioli cominciano a esplorare con prudenza l'ambiente esterno circostante. A quest'età non conoscono ancora la paura e possono essere trasportati in un nuovo ambiente senza il minimo stress.
A partire dai tre mesi i cuccioli imparano a conoscere la paura. Prima di questo momento bisognerà dunque farli familiarizzare col mondo esterno.
Da tre a otto mesi, i giovani affinano la loro evoluzione. I loro sensi si acutizzano e i muscoli si sviluppano. Apprendono tutto ciò di cui avranno bisogno nell'età adulta attraverso il gioco coi loro simili o con gli esseri umani.

La pulizia è una delle qualità più apprezzabili della specie felina domestica. Essa è al tempo stesso innata e acquisita, poiché viene rinforzata dalle cure che la mamma gatta dedica ai suoi piccoli durante le prime settimane di vita. Leccandoli, mamma gatta scatena il funzionamento degli sfinteri dei suoi cuccioli. Inoltre fino a quando avranno circa un mese, la madre si incaricherà di eliminare le loro deiezioni; quando in seguito i gattini cominceranno a spostarsi autonomamente, imiteranno la madre andando a fare i bisogni fuori dal nido. In pratica un gattino tra uno e due mesi di età si abitua molto rapidamente (al massimo nel giro di qualche giorno) all'uso della lettiera.
Quando un gatto improvvisamente inizia a sporcare fuori dalla cassettina, è bene porsi qualche domanda. Comportandosi così, l'animale esprime qualche cosa: potrebbe essere turbato emotivamente, oppure malato. Se nessuna causa psicologica può spiegare il suo comportamento, bisogna allora pensare ad un problema di salute e sottoporlo a un esame clinico presso il veterinario. Ad esempio un gatto colpito da cistite, o affetto da infezione urinaria, si mette a urinare ovunque. Una cura adatta verrà rapidamente a capo di questo spiacevole inconveniente.
Per il gatto “farsi le unghie” è un bisogno: da una parte lo aiuta a sbarazzarsi dei vecchi artigli fuori uso, dall'altra, così facendo, lascia una traccia tangibile della sua presenza, o del suo passaggio, in quel luogo.
Purtoppo alcuni gatti, soprattutto quelli giovani, eccedono con questo comportamento. In questo modo distruggono tappeti, cuscini, mobili, gambe dei tavoli, etc. Come risolvere il problema? Sicuramente non facendo asportare le unghie all'animale, né facendo limare o tagliare le unghie al gatto. La soluzione più efficace consiste nel mettere a disposizione del gatto un oggetto destinato espressamente a fargli sfogare la sua mania: potrebbe essere un alberello tiragraffi, o un'asse ricoperta di moquette, o una vecchia poltrona da “sacrificare” per questo scopo. L'oggetto dovrà essere disposto nell'angolo della stanza abitualmente più frequentato dal micio, che a questo punto tenderà a lasciare in pace il resto del mobilio, a meno che non si tratti di un graffiatore follemente ossessivo!
Non tutti i gatti amano viaggiare. Pertanto, nel caso in cui il vostro gatto vi dovrà seguire nei vostri spostamenti, è necessario prendere alcune precauzioni. Innanzitutto durante i viaggi è bene portare il gatto nell'apposito trasportino. Poi non lasciate il gatto nella macchina chiusa sotto al sole: si potrà prendere un colpo di calore. Inoltre portate sempre con voi la valigetta del pronto soccorso che dovrà contenere i principali medicinali e garze per eventuali medicazioni, tra cui:
Nel maschio, in assenza di una stimolazione olfattiva proveniente da una femmina in estro, non si scatena alcun comportamento sessuale. La femmina invece presenta pulsione sessuale solo durante il calore, che è più frequente e meno regolare di quello della cagna.
Nella specie felina non esistono rapporti sessuali che non abbiano scopo riproduttivo. La femmina accetta il rapporto con un maschio solo entro un periodo molto limitato, di circa due giorni, situato a metà del ciclo. Stimolati dagli odori delle gatte in calore, i maschi diventano particolarmente febbrili. Non se ne parla di tenerli in casa: miagolano a perdifiato, tentano ogni via di uscita per mettersi alla ricerca della femmina in estro. In questi frangenti la loro aggressività aumenta nettamente.
Non esistono dichiarazioni amorose nella fase iniziale, né luna di miele o viaggio di nozze dopo il rapporto. Tutto avviene come se l'atto sessuale non fosse che una pulsione, un istinto che permette la fecondazione della femmina e, di conseguenza, la riproduzione della specie.